🏭 Nuovo Iperammortamento 2026: la guida completa alla procedura per non perdere l’agevolazione

Con la Legge di Bilancio 2026 ritorna l’iperammortamento, ma rispetto al passato cambia radicalmente il metodo di accesso.

Se fino al 2019 era sufficiente acquistare il bene e predisporre la documentazione tecnica, oggi il beneficio è subordinato ad una procedura amministrativa preventiva gestita dal GSE.

⚠️ Questo significa che l’investimento, da solo, non è più sufficiente.

Per poter beneficiare della maggiorazione fiscale occorre rispettare una precisa sequenza di comunicazioni, termini e documentazione tecnica.

Dal 12 giugno 2026 è operativa la piattaforma GSE. Il nuovo iperammortamento non è più un’agevolazione automatica: per ottenere il beneficio è necessario seguire una precisa procedura composta da cinque comunicazioni e da numerosi adempimenti documentali. Ecco tutto ciò che le imprese devono sapere.

👥 Chi può beneficiare dell’iperammortamento?

L’iperammortamento è destinato esclusivamente ai titolari di reddito d’impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in Italia.

Possono quindi accedere all’agevolazione, purché rispettino tutti i requisiti previsti dalla normativa:

  • ✅ imprese individuali;
  • ✅ società di persone;
  • ✅ società di capitali;
  • ✅ società cooperative;
  • ✅ enti non commerciali limitatamente all’attività commerciale esercitata;
  • ✅ stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

L’agevolazione è riconosciuta indipendentemente dalla dimensione aziendale o dal settore economico di appartenenza: ciò che conta è che l’investimento riguardi beni agevolabili e sia destinato ad una struttura produttiva situata nel territorio nazionale.

❌ Chi è escluso

Non possono beneficiare dell’iperammortamento:

  • i professionisti e i lavoratori autonomi, poiché producono reddito di lavoro autonomo e non reddito d’impresa;
  • ❌ i contribuenti in regime forfetario, in quanto non deducono analiticamente le quote di ammortamento;
  • ❌ le imprese in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o sottoposte ad altre procedure concorsuali;
  • ❌ le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. n. 231/2001.

Resta inoltre necessario essere in regola con la normativa in materia di sicurezza sul lavoro e con gli obblighi contributivi e previdenziali.

📅 Qual è il periodo agevolato?

Sono agevolabili gli investimenti effettuati:

dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

La data di completamento dell’investimento assume un ruolo fondamentale ai fini della spettanza dell’agevolazione.

🏭 Quali investimenti sono agevolabili?

Possono beneficiare dell’iperammortamento:

Beni materiali 4.0

Macchinari e impianti nuovi compresi nell’Allegato IV alla Legge n. 199/2025.

Tra gli esempi più frequenti:

  • macchine utensili CNC;
  • robot industriali;
  • magazzini automatici;
  • sistemi di movimentazione automatizzata;
  • macchine interconnesse.

Beni immateriali

Software, piattaforme e applicazioni comprese nell’Allegato V della Legge n. 199/2025.

Impianti FER

Sono inoltre agevolabili gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo, quali:

  • impianti fotovoltaici;
  • sistemi di accumulo;
  • impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili;
  • impianti alimentati da biomasse.

💰 A quanto ammonta l’agevolazione?

Il nuovo iperammortamento non consiste in un contributo a fondo perduto né in un credito d’imposta.

L’incentivo consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto del bene, utilizzabile esclusivamente per aumentare le quote di ammortamento (o i canoni di leasing deducibili).

La maggiorazione opera con un sistema a scaglioni:

Investimenti agevolabili completati nell’anno Maggiorazione del costo
Fino a 2,5 milioni di euro 180%
Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro 100%
Oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro 50%

📌 Un esempio pratico

Una società acquista un macchinario del valore di 1.000.000 euro.

Poiché l’investimento rientra nel primo scaglione, il costo fiscale viene maggiorato del 180%, cioè di 1.800.000 euro.

Di conseguenza:

  • costo storico del bene: 1.000.000 euro;
  • maggiorazione fiscale: 1.800.000 euro;
  • costo fiscalmente ammortizzabile: 2.800.000 euro.

Il vantaggio fiscale verrà recuperato progressivamente attraverso maggiori quote deducibili durante il periodo di ammortamento.

🎯 Perché la procedura è così importante?

L’obiettivo del legislatore è quello di monitorare in tempo reale l’utilizzo delle risorse pubbliche.

Per questo motivo il nuovo sistema prevede:

  • prenotazione preventiva;
  • conferma dell’investimento;
  • comunicazione di completamento;
  • comunicazioni annuali di monitoraggio;
  • controlli documentali molto più rigorosi rispetto al passato.

In pratica il nuovo iperammortamento assomiglia molto più al funzionamento del precedente credito Transizione 5.0 che al vecchio iperammortamento Industria 4.0.

📌 Le 5 fasi della procedura

1️⃣ Comunicazione preventiva (Prenotazione)

È il primo passaggio obbligatorio.

Dal 12 giugno 2026 le imprese possono accedere alla piattaforma NPTR5 del GSE ed effettuare una o più prenotazioni.

La comunicazione deve essere presentata:

✅ per ogni struttura produttiva

e contiene:

  • dati dell’impresa;
  • dati catastali dello stabilimento;
  • beni che si intendono acquistare;
  • costo previsto;
  • data prevista di interconnessione;
  • coefficiente di ammortamento.

Una volta inviata, il GSE rilascia una ricevuta.

Entro circa 10 giorni lavorativi comunica:

  • esito positivo;
  • oppure richiesta di integrazione documentale.

2️⃣ Comunicazione di conferma

Dopo l’esito positivo decorrono 60 giorni.

Entro tale termine occorre dimostrare che l’investimento è realmente partito.

Per gli acquisti ordinari occorre aver versato un acconto almeno pari al 20% del costo del bene.

Nella comunicazione devono essere indicati:

  • estremi delle fatture;
  • importo pagato;
  • data del pagamento.

⚠️ Se il bene è acquisito in leasing il requisito del 20% è considerato soddisfatto con la stipula del contratto e con l’ordine effettuato dalla società di leasing.

3️⃣ Completamento dell’investimento

Quando il bene:

  • è stato consegnato;
  • è entrato in funzione;
  • è stato interconnesso,

l’impresa dovrà inviare la comunicazione di completamento.

È questa la fase che consente l’effettiva fruizione dell’iperammortamento.

La comunicazione deve essere accompagnata dalla documentazione tecnica prevista dal decreto.

Il termine finale è fissato al 15 novembre 2028.

4️⃣ Comunicazione annuale

Non termina tutto con il completamento.

Ogni anno, entro il 20 gennaio, occorre inviare una comunicazione contenente:

  • investimenti effettuati;
  • costi sostenuti;
  • previsione di utilizzo dell’agevolazione.

Si tratta di un obbligo di monitoraggio.

5️⃣ Comunicazione integrativa

Entro il successivo 30 giugno va trasmesso anche:

  • il piano di ammortamento;
  • le quote dell’agevolazione utilizzate.

Anche questo adempimento è obbligatorio. 

📅 La sequenza temporale

Il nuovo iperammortamento può essere sintetizzato così:

📂 Documentazione obbligatoria

Una delle novità più rilevanti riguarda gli oneri documentali.

Sono infatti sempre richiesti:

✅ Perizia tecnica asseverata

Deve attestare:

  • appartenenza del bene agli Allegati IV o V;
  • caratteristiche tecniche;
  • interconnessione.

La perizia è obbligatoria per qualsiasi importo dell’investimento, eliminando la precedente soglia che consentiva l’autodichiarazione per i beni di minor valore.

✅ Certificazione contabile

Occorre inoltre una certificazione rilasciata dal revisore che attesti:

  • effettivo sostenimento delle spese;
  • corrispondenza con la contabilità aziendale.

Anche questo documento è sempre obbligatorio.

⚠️ Attenzione alle cause di decadenza

L’impresa può perdere totalmente o parzialmente il beneficio in caso di:

❌ perdita dei requisiti;

❌ documentazione irregolare;

❌ mancata conservazione della documentazione;

❌ false dichiarazioni;

❌ impossibilità di effettuare i controlli;

❌ cessione del bene senza sostituzione nei casi previsti dalla normativa.

✅ I consigli operativi dello Studio

Prima ancora di accedere alla piattaforma GSE è opportuno verificare che siano già disponibili:

  • 📌 dati catastali della struttura produttiva;
  • 📌 elenco dettagliato dei beni;
  • 📌 classificazione negli Allegati IV e V;
  • 📌 cronoprogramma dell’investimento;
  • 📌 modalità di acquisto (proprietà o leasing);
  • 📌 documentazione tecnica;
  • 📌 soggetto che predisporrà la perizia;
  • 📌 revisore che rilascerà la certificazione contabile.

Una corretta pianificazione evita ritardi nella procedura e riduce il rischio di perdere l’agevolazione.

Conclusioni

Il nuovo iperammortamento 2026 rappresenta un’importante opportunità per le imprese che investono in beni strumentali 4.0 e in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Tuttavia, rispetto al passato, l’accesso al beneficio richiede una gestione molto più strutturata.

La vera criticità non è tanto individuare i beni agevolabili, quanto rispettare correttamente la sequenza degli adempimenti: prenotazione, conferma, completamento, documentazione tecnica e monitoraggio annuale. Una pianificazione preventiva, affiancata dal supporto del commercialista e dei tecnici incaricati, diventa quindi fondamentale per ottenere e mantenere l’agevolazione.

 Link e risorse