Decreto ristori: contributo a fondo perduto per operatori Iva dei settori interessati a nuove restrizioni

 

A chi si rivolge

Imprese con codice Ateco individuato nella seguente tabella

Nel cosiddetto Decreto Ristori, Dl 137/2020, entrato in vigore il 29 ottobre viene riconosciuto un contributo a fondo perduto per sostenere gli operatori economici che sono stati interessati dalle misure restrittive emanate in ottobre per contenere il Covid-19.

Soggetti interessati

soggetti che:

  • alla data del 25.10.2020 hanno la partita Iva attiva,
  • dichiarano di svolgere come attività prevalente una di quelle di cui ai seguenti codici Ateco.

Condizioni

  • fatturato e corrispettivi del mese di aprile 2020 INFERIORE due terzi del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019,

Facendo riferimento alla data di effettuazione delle operazioni.

N.B. non è richiesta la condizione del calo del fatturato ai soggetti che hanno attivato l’attività dal 1° gennaio 2019

 Modalità

Per i soggetti che hanno beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal Dl 34/2020 (decreto rilancio), e che non lo hanno restituito, l’agenzia delle Entrate accredita il presente contributo direttamente sul medesimo conto in cui è stato accreditato il precedente contributo, mentre per gli altri il presente contributo viene riconosciuto previa presentazione di apposita istanza.

 Misura del contributo:
per i soggetti che hanno beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal Dl 34/2020 l’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando al contributo già percepito la percentuale spettante per ciascun codice ATECO;

Esempio: Per un soggetto con codice ATECO 56.30.00 “-Bar e altri esercizi simili senza cucina ” è prevista una percentuale del 150% che si applica al contributo già ricevuto ai sensi del decreto “Rilancio”. Quindi nell’ipotesi che il soggetto avesse percepito ai sensi del Decreto “Rilancio” l’importo di Euro 2.000,00, allo stesso verrà corrisposto l’importo di 3.000,00 euro.

per gli altri soggetti l’ammontare del contributo è calcolato applicando le seguenti percentuali alla differenza tra il fatturato di aprile 2020 e quello di aprile 2019 e moltiplicando il risultato per le percentuali previste per ogni singola attività:

  • 20% per soggetti con ricavi/compensi 2019 non superiori a 400.000,00 euro;
  • 15% per soggetti con ricavi/compensi 2019 compresi tra 400.000,00 e 1 milione di euro;
  • 10% per i soggetti con ricavi/compensi 2019 superiori a 1 milione di euro.

N.B. a differenza del precedente contributo il contributo attuale è previsto anche per le imprese con fatturato superiore ai 5 milioni di euro.

È previsto un contributo minimo, pari a:

  • 1000,00 euro, per le persone fisiche;
  • 2000,00 euro, per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

moltiplicato per le percentuali differenziate a seconda del settore economico indicate nella tabella.

E’ previsto un contributo massimo pari ad euro 150.000. Tale limite si applica per unità produttiva agli operatori del codice Ateco 55.

Per i soggetti che hanno già usufruito del contributo previsto dal decreto rilancio che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2020, è prevista l’attribuzione del contributo minimo.