🏠 Bonus affitto genitori separati 2026: fino a 6.000 euro. Requisiti, importi e domanda
Una separazione o un divorzio può comportare, oltre alle difficoltà familiari, anche un significativo aumento delle spese: il genitore che non rimane nella casa familiare può infatti trovarsi a dover sostenere contemporaneamente il mantenimento dei figli e il costo di una nuova abitazione.
Per affrontare questa situazione, la Legge di Bilancio 2026 ha istituito uno specifico Fondo per il sostegno abitativo dei genitori separati o divorziati, con una dotazione di 20 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2026. La misura è prevista dall’articolo 1, commi 234 e 235, della Legge 30 dicembre 2025, n. 199.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha confermato che il contributo potrà coprire il 50% delle spese di affitto, fino a un massimo di 500 euro al mese, pari a 6.000 euro annui.
📌 Bonus affitto genitori separati: cosa prevede
| Caratteristica | Regola |
|---|---|
| Beneficiari | Genitori separati o divorziati |
| Figli | Almeno un figlio a carico fino a 21 anni |
| Casa familiare | Il richiedente non deve esserne assegnatario |
| Reddito massimo | 35.000 euro annui |
| ISEE | Non richiesto |
| Contributo | 50% del canone di locazione |
| Importo massimo | 6.000 euro annui |
| Contratto | Deve essere regolarmente registrato |
| Altri immobili | Limitazioni entro 50 km dall’abitazione familiare |
| Altri contributi affitto | Non cumulabili |
| Domanda | Online |
| Apertura bando | Prevista nell’autunno 2026 |
⚠️ Attenzione: non si tratta di un bonus fisso di 500 euro al mese. I 500 euro rappresentano esclusivamente il limite massimo mensile: il contributo effettivo è pari al 50% del canone sostenuto.
👨👩👧 Chi può richiedere il bonus
La legge istitutiva individua come destinatari i genitori separati o divorziati:
- non assegnatari dell’abitazione familiare di proprietà;
- con almeno un figlio a carico;
- fino al compimento dei 21 anni di età del figlio.
Il MIT ha successivamente precisato ulteriori condizioni di accesso.
In particolare, il richiedente dovrà avere un reddito annuo non superiore a 35.000 euro, essere in regola con gli obblighi di mantenimento dei figli, disporre di un regolare contratto di locazione e non possedere altri immobili entro 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare.
✅ I principali requisiti
Il genitore richiedente dovrà quindi:
- essere separato o divorziato;
- non essere assegnatario dell’abitazione familiare;
- avere almeno un figlio a carico di età inferiore a 21 anni;
- avere un reddito individuale non superiore a 35.000 euro;
- essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli;
- avere un contratto di locazione regolarmente registrato;
- non possedere altri immobili residenziali incompatibili con la misura;
- non beneficiare di altri sussidi pubblici destinati alla stessa finalità.
💰 Reddito massimo di 35.000 euro: niente ISEE
Una delle particolarità più interessanti della misura riguarda il requisito economico.
📌 Non verrà utilizzato l’ISEE.
Il MIT ha espressamente indicato come parametro il reddito annuo individuale entro 35.000 euro, facendo riferimento al reddito del genitore interessato e non alla situazione economica complessiva del nucleo familiare.
Secondo il decreto attuativo dovrebbe essere preso in considerazione il reddito risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi disponibile.
Questo elemento può ampliare sensibilmente la platea dei potenziali beneficiari rispetto a un’agevolazione basata sull’ISEE.
🏘️ Attenzione al possesso di altri immobili
Un altro requisito importante riguarda il patrimonio immobiliare.
Il MIT indica che il beneficiario non deve possedere altri immobili situati entro un raggio di 50 chilometri dalla precedente abitazione familiare.
Dovrebbe tuttavia essere fatta salva la quota di proprietà della stessa abitazione familiare che sia stata assegnata all’altro genitore.
👉 Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante: essere comproprietari della precedente casa coniugale non dovrebbe quindi comportare automaticamente l’esclusione dal contributo.
💶 Quanto spetta
Il contributo coprirà il:
50% del canone di locazione sostenuto
con un massimo di:
6.000 euro all’anno, equivalente a un limite massimo teorico di 500 euro al mese.
Vediamo alcuni esempi.
📌 Esempio 1 – Affitto di 600 euro al mese
Canone annuo:
600 × 12 = 7.200 euro
Il 50% è:
7.200 × 50% = 3.600 euro
👉 Contributo teorico: 3.600 euro annui.
📌 Esempio 2 – Affitto di 900 euro al mese
Canone annuo:
900 × 12 = 10.800 euro
Il 50% è:
5.400 euro
👉 Contributo teorico: 5.400 euro annui.
📌 Esempio 3 – Affitto di 1.300 euro al mese
Canone annuo:
1.300 × 12 = 15.600 euro
Il 50% sarebbe:
7.800 euro
Ma il limite massimo previsto è 6.000 euro.
👉 Contributo massimo ottenibile: 6.000 euro.
🚫 Chi è escluso dal bonus
In base alle condizioni attualmente rese note, non potrà ottenere il contributo chi:
- non risulta separato o divorziato;
- è assegnatario dell’abitazione familiare;
- non ha figli a carico under 21;
- supera il reddito individuale di 35.000 euro;
- non dispone di un regolare contratto di affitto;
- non è in regola con gli obblighi di mantenimento;
- possiede immobili residenziali incompatibili con il limite territoriale previsto;
- beneficia già di altri contributi pubblici aventi la medesima finalità;
- è assegnatario di un’abitazione di edilizia residenziale pubblica, secondo quanto previsto dal decreto.
❌ Il bonus è cumulabile con altri contributi per l’affitto?
No, almeno per quanto riguarda contributi aventi la stessa finalità di sostegno abitativo.
Il MIT ha espressamente indicato che il contributo non sarà cumulabile con altri sussidi per l’affitto.
In fase di domanda sarà pertanto importante verificare se il richiedente percepisce già contributi comunali, regionali o statali destinati al pagamento del canone.
💻 Come dovrà essere presentata la domanda
La domanda sarà presentata online attraverso la procedura che verrà attivata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Secondo il decreto attuativo l’accesso dovrebbe avvenire mediante:
- SPID;
- Carta d’Identità Elettronica – CIE;
- Carta Nazionale dei Servizi – CNS.
Il sistema dovrebbe attribuire alla domanda uno specifico numero identificativo.
Ogni soggetto potrà presentare una sola domanda.
📑 Quali dati occorrerà indicare
È opportuno iniziare sin d’ora a reperire la documentazione necessaria.
Secondo le disposizioni illustrate nel decreto attuativo nella domanda dovrebbero essere richiesti:
- dati anagrafici del richiedente;
- residenza;
- dati dell’altro genitore;
- estremi della separazione o del divorzio;
- Tribunale che ha emesso il provvedimento;
- dati dell’abitazione familiare assegnata all’altro genitore;
- dati catastali dell’immobile;
- estremi di registrazione del nuovo contratto di locazione;
- canone annuale;
- numero dei figli a carico under 21;
- reddito individuale;
- IBAN;
- numero di telefono;
- e-mail;
- PEC.
💡 Consiglio pratico: chi ritiene di possedere i requisiti può quindi preparare in anticipo il provvedimento di separazione/divorzio, il contratto di locazione registrato, i dati catastali e l’ultima dichiarazione dei redditi.
🥇 Come sarà formata la graduatoria
Il contributo non dovrebbe essere riconosciuto automaticamente a tutti coloro che rispettano i requisiti.
La misura opera infatti nei limiti delle risorse disponibili.
Tra gli elementi destinati ad assumere rilevanza nella formazione della graduatoria dovrebbero rientrare:
- numero dei figli a carico under 21;
- eventuale disabilità del richiedente o dei figli;
- disoccupazione involontaria;
- residenza in Comuni caratterizzati da particolare tensione abitativa.
Il MIT aveva inoltre anticipato che nell’assegnazione delle risorse sarebbe stata considerata la maggiore presenza territoriale di genitori separati o divorziati e l’emergenza abitativa.
📅 Quando si può presentare la domanda?
⚠️ Questo è probabilmente l’aspetto più importante al momento.
Al 17 settembre 2026 il bando non risulta ancora aperto.
Il MIT, con comunicazione ufficiale del 16 settembre 2026, ha annunciato che il Fondo è entrato nella fase attuativa e che il bando sarà pubblicato nell’autunno 2026.
Al momento della redazione di questo articolo, tuttavia, la documentazione ufficiale consultabile sul sito del MIT conferma la prossima pubblicazione del bando ma non indica ancora una data precisa di apertura e chiusura delle domande.
👉 Pertanto, non è ancora possibile presentare l’istanza.
⚠️ Dichiarazioni false: decadenza e sanzioni
La domanda dovrebbe contenere diverse dichiarazioni sostitutive rese ai sensi del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
L’Amministrazione può effettuare controlli sulle dichiarazioni presentate, anche attraverso l’acquisizione diretta dei dati detenuti dalle altre pubbliche amministrazioni.
In caso di dichiarazioni non veritiere possono derivare:
- decadenza dal beneficio;
- recupero delle somme eventualmente erogate;
- applicazione delle conseguenze previste dal D.P.R. 445/2000;
- nei casi più gravi, responsabilità penali per dichiarazioni mendaci.
È quindi particolarmente importante verificare prima dell’invio della domanda la situazione reddituale, catastale, immobiliare e la regolarità degli obblighi di mantenimento.
🔍 Un punto da non confondere: 500 euro al mese non sono garantiti
Molti titoli parlano di un “bonus da 500 euro al mese”, ma l’espressione può essere fuorviante.
Il meccanismo corretto è:
50% del canone effettivamente sostenuto, con un massimo di 500 euro al mese e 6.000 euro all’anno.
Pertanto, per raggiungere il contributo massimo di 6.000 euro, il richiedente dovrebbe sostenere almeno 12.000 euro annui di canone, ossia mediamente 1.000 euro al mese.
✅ Cosa fare adesso
Chi ritiene di poter rientrare tra i beneficiari può iniziare a:
- verificare che il proprio reddito individuale non superi 35.000 euro;
- controllare la corretta registrazione del contratto di locazione;
- verificare la propria situazione immobiliare entro il raggio di 50 km;
- conservare il provvedimento di separazione o divorzio;
- verificare di essere in regola con gli obblighi di mantenimento;
- preparare SPID, CIE o CNS;
- attendere la pubblicazione ufficiale del bando MIT.
Aggiornato al 17 settembre 2026
📢 Lo Studio aggiornerà l’articolo non appena verranno pubblicati il bando e le date ufficiali per la presentazione delle domande.