Associazioni ed Enti del Terzo Settore
Guida operativa alla gestione amministrativa, fiscale e contabile delle associazioni
Questa sezione è dedicata alle associazioni ed è rivolta sia a enti già operativi sia a chi desidera costituire una nuova associazione, fornendo un’analisi approfondita ma chiara degli aspetti civilistici, fiscali e gestionali più rilevanti. I contenuti sono pensati per amministratori, soci fondatori e associazioni che desiderano gestire correttamente l’ente ed evitare errori.
Le informazioni sono rivolte a:
– associazioni riconosciute e non riconosciute
– associazioni di promozione sociale (APS)
– organizzazioni di volontariato (ODV)
– enti iscritti o in fase di iscrizione al RUNTS

Gli scopi dell’associazione rappresentano gli obiettivi generali che l’ente intende perseguire attraverso la propria attività. Essi definiscono la missione dell’associazione e il contesto nel quale opera.
Gli scopi devono essere indicati nello statuto e devono essere coerenti con la natura non lucrativa dell’ente. Questo significa che l’associazione non può avere come obiettivo la distribuzione di utili ai soci: eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti nelle attività associative.
Tra gli scopi più comuni delle associazioni vi sono, ad esempio:
🎭 Culturale (arte, musica, teatro, promozione culturale)
⚽ Sportivo (attività dilettantistiche e ricreative)
🤝 Sociale (aggregazione, inclusione, supporto alla comunità)
❤️ Assistenziale (solidarietà, supporto a soggetti fragili)
📚 Educativo e formativo
Gli scopi rappresentano quindi la linea guida dell’associazione e orientano tutte le attività svolte dall’ente.
In base allo scopo individuato e alle modalità operative, è necessario scegliere la forma giuridica più adatta, valutando vantaggi, obblighi e regime fiscale.
Le finalità dell’associazione indicano in modo più specifico i risultati che l’ente intende raggiungere attraverso le proprie attività.
Se gli scopi rappresentano l’obiettivo generale dell’associazione, le finalità descrivono l’impatto concreto che l’ente vuole generare nei confronti dei soci o della collettività.
Le finalità possono essere rivolte a diversi destinatari:
👤 Sostegno e servizi ai soci
Offrire attività, servizi e opportunità di partecipazione agli associati.
🏘️ Sviluppo della comunità e del territorio
Promuovere iniziative utili alla collettività e alla crescita sociale del territorio.
🎓 Promozione di valori culturali ed educativi
Diffondere conoscenza, formazione e sensibilizzazione su tematiche sociali e culturali.
🤲 Supporto a categorie di persone o gruppi sociali
Realizzare progetti rivolti a soggetti che necessitano di sostegno o inclusione.
Una chiara definizione delle finalità consente di mantenere la coerenza tra gli obiettivi dell’associazione e le attività effettivamente svolte.
Per realizzare i propri scopi e finalità, l’associazione può svolgere diverse attività istituzionali, cioè attività coerenti con gli obiettivi indicati nello statuto.
Tra le attività più frequenti vi sono:
📅 Eventi e manifestazioni
Organizzazione di incontri, convegni, attività pubbliche e manifestazioni.
📚 Corsi e attività formative
Attività educative, formative o laboratoriali rivolte ai soci o alla comunità.
🎨 Attività culturali, sportive o ricreative
Iniziative volte a promuovere cultura, sport e socializzazione.
🤝 Progetti sociali e iniziative solidali
Attività rivolte al supporto della comunità o a specifiche categorie di persone.
📢 Informazione e sensibilizzazione
Campagne informative, attività di divulgazione e promozione di valori sociali.
Accanto alle attività istituzionali, l’associazione può svolgere anche attività accessorie o strumentali, come raccolte fondi o sponsorizzazioni, finalizzate a sostenere economicamente le iniziative dell’ente.
È importante che tutte le attività svolte siano coerenti con gli scopi e le finalità indicati nello statuto, poiché questo rappresenta uno degli elementi fondamentali per mantenere la natura non lucrativa dell’associazione.
In base alle attività svolte e alle modalità operative, è necessario scegliere la forma giuridica più adatta, valutando vantaggi, obblighi e regime fiscale.
⚠️ A differenza delle associazioni non appartenenti al Terzo Settore, gli ETS devono svolgere una o più attività di interesse generale, espressamente individuate dalla normativa e indicate nello statuto dell’ente.

Le Associazioni del Terzo Settore sono enti senza scopo di lucro, regolati dal Codice del Terzo Settore – D.Lgs. 117/2017. Perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e devono essere iscritte al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore).
🔹 a) Associazioni di Promozione Sociale (APS)
- 🎯 Svolgono attività di interesse generale a favore dei soci e/o di terzi
- 🏫 Esempi: associazioni culturali, sportive amatoriali (non ASD riconosciute dal CONI), ricreative ed educative
- 👥 Possono impiegare lavoratori dipendenti, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa
🔹 b) Organizzazioni di Volontariato (ODV)
- 🤝 Basate prevalentemente sull’attività gratuita dei volontari
- 👤 Possono avere un numero limitato di lavoratori dipendenti, esclusivamente per esigenze di supporto
- 🚑 Esempi: protezione civile, assistenza sociale, sanitaria e umanitaria
🔹 c) Enti Filantropici
- 🎁 Erogano denaro, beni o servizi a favore di altri ETS o di persone in condizioni di svantaggio
- 🏛️ Esempio: fondazioni filantropiche
🔹 d) Imprese Sociali
- 🏭 Svolgono attività d’impresa perseguendo finalità di interesse sociale
- 💶 Possono distribuire utili entro i limiti stabiliti dalla legge
- 🧩 Esempi: cooperative sociali, S.r.l. qualificate come impresa sociale
🔹 e) Altri Enti del Terzo Settore (ETS)
- 📌 Comprendono le associazioni non riconducibili a ODV o APS
- 🌱 Operano comunque per finalità di interesse generale, nel rispetto del Codice del Terzo Settore
⚠️ Nota importante
L’iscrizione al RUNTS è condizione essenziale per acquisire e mantenere la qualifica di Ente del Terzo Settore e per accedere alle agevolazioni fiscali e ai benefici previsti dalla normativa.
Le associazioni che non appartengono al Terzo Settore non sono iscritte al RUNTS e non rientrano nell’ambito di applicazione del Codice del Terzo Settore. Restano comunque soggette alle regole del Codice Civile e alla normativa speciale di settore.
🔸 a) Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD)
- 🏆 Sono affiliate al CONI o a Enti di Promozione Sportiva riconosciuti
- ⚽ Sono regolate dalla normativa sportiva di settore
- 🔄 Possono acquisire la qualifica di ETS solo se scelgono di iscriversi al RUNTS
🔸 b) Associazioni culturali “semplici”
- 🎭 Svolgono attività culturali o ricreative senza iscrizione al RUNTS
- 📌 Non possiedono alcuna qualifica di ETS
🔸 c) Associazioni politiche, sindacali o di categoria
- 🚫 Sono escluse dal Terzo Settore per legge
- 🏛️ Esempi: partiti politici, sindacati, associazioni datoriali e di categoria
🔸 d) Comitati
- 🎯 Sono costituiti per uno scopo specifico e temporaneo
- 💶 Possono essere finalizzati anche alla raccolta fondi per iniziative determinate
⚠️ Nota operativa
La corretta individuazione della tipologia associativa è essenziale per definire responsabilità, obblighi giuridici e regime fiscale. Una scelta errata può comportare rischi patrimoniali e fiscali.
Le associazioni riconosciute sono enti che hanno ottenuto la personalità giuridica mediante iscrizione nel Registro delle Persone Giuridiche, tenuto presso la Prefettura o la Regione competente.
Con il riconoscimento, l’associazione diventa una persona giuridica autonoma, distinta dai singoli soci che la compongono.
🔹 Caratteristiche principali
Personalità giuridica
✅ L’associazione ha diritti e doveri autonomi rispetto ai soci
Responsabilità
❌ Gli amministratori non rispondono personalmente dei debiti dell’ente, salvo i casi di mala gestione
Patrimonio
💰 Richiedono un patrimonio minimo e il patrimonio è autonomo e separato da quello personale dei soci
Atto costitutivo e statuto
📄 Devono essere redatti per atto pubblico e approvati dall’autorità competente
Iscrizione
📑 Registro delle Persone Giuridiche
🔹 Esempi
🎭 Associazioni culturali riconosciute
🏛️ Fondazioni
❤️ Associazioni assistenziali riconosciute dallo Stato
⚠️ Nota operativa
Il riconoscimento della personalità giuridica comporta maggiori oneri formali e patrimoniali, ma garantisce una tutela significativa per soci e amministratori sotto il profilo della responsabilità.
Le associazioni non riconosciute sono enti che non possiedono personalità giuridica. Si configurano come un semplice raggruppamento di persone unite da uno scopo comune e sono disciplinate dagli artt. 36–38 del Codice Civile.
🔹 Caratteristiche principali
Personalità giuridica
❌ L’associazione non ha autonomia giuridica propria
Responsabilità
⚠️ Gli amministratori e, in alcuni casi, anche i soci rispondono personalmente dei debiti dell’associazione
Patrimonio
💰 Non esiste un patrimonio separato: il patrimonio dell’associazione risponde delle obbligazioni assunte
Atto costitutivo e statuto
📄 Possono essere redatti in forma scritta o anche verbale, con ampia flessibilità organizzativa
Iscrizione
📑 Non obbligatoria; possibile solo in registri pubblici locali o associativi, se previsti
🔹 Esempi
🏘️ Pro Loco tradizionali
🎭 Associazioni culturali o ricreative “semplici”
📌 Comitati spontanei
⚽ Associazioni sportive dilettantistiche
⚠️ Nota operativa
Le associazioni non riconosciute offrono grande semplicità gestionale, ma presentano rischi patrimoniali per amministratori e soci. È fondamentale valutare attentamente questa forma in relazione alle attività e ai volumi economici previsti.
Le Pro Loco sono associazioni che hanno come finalità la promozione turistica, culturale e sociale di un territorio, quale un comune, una frazione o un borgo.
📌 Inquadramento giuridico
Le Pro Loco non costituiscono una categoria giuridica autonoma. Possono assumere forme giuridiche diverse in base alle scelte organizzative e statutarie effettuate.
1️⃣ Pro Loco nel Terzo Settore
Una Pro Loco può assumere la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) se:
- 📘 adotta uno statuto conforme al Codice del Terzo Settore
- 🎯 svolge attività di interesse generale (art. 5 CTS, ad esempio valorizzazione del patrimonio culturale e turistico)
- 📋 risulta iscritta al RUNTS
🔸 Tipologie possibili
- 🤝 APS – Associazione di Promozione Sociale (forma più comune)
- 📌 Altri ETS, se non rientra pienamente nei requisiti APS
👉 Principali vantaggi
- 💰 Agevolazioni fiscali previste per gli ETS
- ❤️ Possibilità di accesso al 5×1000
- 🏛️ Possibilità di stipulare convenzioni con enti pubblici
2️⃣ Pro Loco fuori dal Terzo Settore
Una Pro Loco può anche scegliere di non assumere la qualifica di ETS e quindi:
- ❌ non essere iscritta al RUNTS
- 📘 essere regolata dal Codice Civile (artt. 36–38)
🔸 Forma giuridica tipica
- 👥 Associazione non riconosciuta
- 🏘️ Spesso affiliata a UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia
👉 Effetti principali
- ⚙️ Minori adempimenti amministrativi
- ❌ Minori agevolazioni fiscali rispetto agli ETS
⚠️ Nota operativa
La scelta tra Pro Loco ETS o non ETS deve essere valutata attentamente in base alle attività svolte, ai rapporti con gli enti pubblici e al regime fiscale più adatto.
Le Organizzazioni di Volontariato (ODV) sono associazioni senza scopo di lucro che svolgono attività di volontariato a favore della collettività o di specifici gruppi sociali.
L’attività di volontariato deve essere prevalente e svolta in forma gratuita: i volontari non possono ricevere compensi, se non rimborsi spese documentati.
🔹 Normativa di riferimento
- 📘 D.Lgs. 117/2017 – Codice del Terzo Settore (artt. 16–21)
- 🎯 Attività di interesse generale ai sensi dell’art. 5 CTS
🔹 Caratteristiche principali
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Finalità | Sociale, assistenziale, sanitaria, educativa, culturale, ambientale |
| Attività principale | 🤝 Svolta prevalentemente dai volontari in forma gratuita |
| Soci e volontari | ❌ I volontari non percepiscono compensi |
| Esempi | 🚑 Protezione civile, associazioni di assistenza sociale, Croce Rossa Italiana (se ETS) |
🔹 Aspetti fiscali e principali vantaggi
- 💰 Agevolazioni ed esenzioni fiscali per le donazioni ricevute
- ❤️ Possibilità di accesso al 5×1000
- 📉 Riduzione degli oneri contributivi per volontari e associati
⚠️ Nota operativa
Per mantenere la qualifica di ODV è essenziale garantire la prevalenza dell’attività di volontariato. Un utilizzo eccessivo di lavoro retribuito può comportare la perdita dello status e delle agevolazioni previste.
Le Associazioni di Promozione Sociale (APS) sono enti senza scopo di lucro che promuovono attività di interesse generale a favore dei soci e, in molti casi, dell’intera collettività.
Operano prevalentemente nei settori culturale, ricreativo, educativo e sportivo amatoriale, con una forte dimensione partecipativa.
🔹 Normativa di riferimento
- 📘 D.Lgs. 117/2017 – Codice del Terzo Settore (artt. 22–25)
🔹 Caratteristiche principali
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Finalità | Sociale, culturale, educativa, sportiva amatoriale, tutela dei diritti civili |
| Attività principale | 👥 Può coinvolgere soci attivi e soci occasionali |
| Soci e collaboratori | 💼 I soci possono svolgere attività remunerata, purché lo scopo non sia di lucro |
| Esempi | 🎭 Circoli culturali, associazioni sportive amatoriali, Pro Loco (se qualificate come APS) |
🔹 Aspetti fiscali e principali vantaggi
- 💰 Agevolazioni fiscali previste per gli ETS
- ❤️ Possibilità di iscrizione e accesso al 5×1000
- 👥 Possibilità di avere lavoratori dipendenti e collaboratori volontari, nel rispetto dei limiti di legge
⚠️ Nota operativa
Le APS rappresentano una forma associativa molto diffusa e flessibile, ma richiedono una corretta gestione amministrativa e fiscale per mantenere la qualifica di ETS e le relative agevolazioni.
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD) sono enti associativi senza scopo di lucro che esercitano in via principale attività sportiva dilettantistica, nel rispetto della normativa civilistica e sportiva di settore.
La disciplina delle ASD è autonoma rispetto al Codice del Terzo Settore e trova fondamento, tra l’altro, nel Codice Civile, nel D.Lgs. 36/2021 (riforma dello sport) e nella normativa fiscale speciale.
🏛️ Natura giuridica
L’ASD è normalmente costituita in forma di associazione non riconosciuta, ai sensi degli artt. 36–38 del Codice Civile.
È tuttavia ammessa:
- 🏢 la costituzione come associazione riconosciuta, con acquisizione della personalità giuridica
- 🌱 l’eventuale iscrizione al RUNTS, assumendo la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS), se ricorrono i requisiti (ad esempio attività di promozione sociale)
In assenza di iscrizione al RUNTS, l’ASD non è ETS.
📋 Requisiti per il riconoscimento sportivo
Affinché l’ente sia qualificabile come ASD, è necessario che:
- 📄 l’atto costitutivo e lo statuto rispettino i principi di democraticità, assenza di lucro e partecipazione associativa
- 🏅 l’associazione sia affiliata a una Federazione Sportiva Nazionale (FSN), Disciplina Sportiva Associata (DSA) o Ente di Promozione Sportiva (EPS) riconosciuti
- 📑 sia iscritta al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD), condizione essenziale ai fini sportivi e fiscali
🔄 Attività istituzionali e attività commerciali
L’ASD può svolgere:
- ⚽ attività sportiva istituzionale rivolta a soci e tesserati
- 🎓 attività didattica e formativa connessa alla pratica sportiva
- 💼 attività commerciali strumentali e accessorie, purché non prevalenti e funzionali alle finalità sportive
Tutte le attività devono rispettare il principio di non lucratività, con divieto di distribuzione, anche indiretta, di utili.
💶 Regime fiscale
Le ASD beneficiano di una disciplina fiscale di favore, subordinata al rispetto dei requisiti previsti dalla legge.
- 💰 i corrispettivi specifici versati da soci e tesserati per attività istituzionali possono essere decommercializzati
- 📊 possibilità di optare per il regime forfetario ex L. 398/1991, se in possesso dei requisiti
- 👥 applicazione della disciplina del lavoro sportivo ai sensi del D.Lgs. 36/2021
🌍 Rapporto con il Terzo Settore
Le ASD non rientrano automaticamente nel Terzo Settore.
La scelta di assumere la qualifica di ETS comporta:
- 📘 applicazione integrale del Codice del Terzo Settore
- ❌ perdita di alcune agevolazioni tipiche dello sport dilettantistico
- 📑 maggiori obblighi di trasparenza e rendicontazione
⚠️ Nota operativa
La scelta tra ASD “pura” e ASD ETS deve essere valutata caso per caso, in base alle attività svolte, alla struttura organizzativa e al regime fiscale più conveniente.

Un passaggio essenziale nella fase di avvio di un’associazione è la corretta individuazione dei soci fondatori, ovvero le persone che partecipano alla costituzione dell’ente e ne definiscono le basi organizzative e operative. È fondamentale che tutti i soci fondatori condividano in modo consapevole finalità, valori e regole di funzionamento dell’associazione, al fine di garantire una gestione trasparente e duratura nel tempo.
È necessario accertare il rispetto del numero minimo di soci richiesto dalla normativa, che varia in base alla tipologia di ente. Di seguito le indicazioni chiare per ogni tipologia di associazione.
👥 Associazioni non riconosciute
Numero minimo di soci
- 🔢 Almeno 2 soci
Caratteristiche principali
- 📌 Forma più semplice e diffusa
- 💰 Nessun requisito minimo di patrimonio
- ⚠️ Responsabilità personale e solidale di chi ha agito in nome e per conto dell’associazione
⚠️ Attenzione
In assenza di personalità giuridica, gli amministratori possono rispondere con il proprio patrimonio personale per le obbligazioni assunte.
🏢 Associazioni riconosciute
Numero minimo di soci
- 🔢 Non fissato espressamente dalla legge
Requisiti sostitutivi
- 📄 Atto costitutivo e statuto in forma pubblica, redatti con l’intervento del notaio
- 💼 Presenza di un patrimonio minimo adeguato allo scopo dell’ente
- 🛡️ Riconoscimento della personalità giuridica, con autonomia patrimoniale perfetta
✅ Vantaggio principale
Il riconoscimento comporta la limitazione della responsabilità dell’ente, tutelando soci e amministratori.
L’iscrizione al RUNTS comporta il rispetto di requisiti specifici, tra cui quelli relativi alla base associativa minima, che variano in funzione della tipologia di ente.
👥 Numero minimo di soci
Ai fini dell’iscrizione al RUNTS, la normativa prevede i seguenti requisiti minimi:
- 🤝 ODV – Organizzazioni di Volontariato
➝ almeno 7 persone fisiche - 🎭 APS – Associazioni di Promozione Sociale
➝ almeno 7 persone fisiche
🔄 In alternativa
- 🏢 almeno 3 Enti del Terzo Settore (ETS) come soci
📘 Riferimenti normativi
- Art. 32 del D.Lgs. 117/2017 – Organizzazioni di Volontariato
- Art. 35 del D.Lgs. 117/2017 – Associazioni di Promozione Sociale
⚠️ Nota operativa
Il mancato rispetto del numero minimo di soci richiesto può comportare il rigetto dell’iscrizione o la perdita della qualifica di ETS. È quindi fondamentale monitorare nel tempo la composizione della base associativa.
Per la costituzione e il riconoscimento di una Associazione Sportiva Dilettantistica (ASD), la normativa sportiva prevede specifici requisiti in termini di numero minimo di soci e di struttura organizzativa.
👥 Numero minimo di soci
- 🔢 Almeno 3 soci
📋 Caratteristiche e requisiti organizzativi
- 🏅 Il requisito del numero minimo di soci è richiesto ai fini dell’iscrizione al Registro CONI (oggi Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche – RASD)
- 👤 È necessaria la presenza di un Presidente
- 👥 È richiesto un Consiglio Direttivo, quale organo di gestione dell’associazione
⚠️ Nota operativa
Il mancato rispetto dei requisiti minimi di soci e di organi sociali può comportare l’impossibilità di iscrizione o la cancellazione dal Registro sportivo, con perdita delle agevolazioni fiscali previste per le ASD.
Attenzione
Il numero minimo di soci non rileva solo in fase di costituzione, ma anche durante la vita dell’ente.
Conseguenze della riduzione dei soci
- Perdita della qualifica (es. ETS, APS, ODV)
- Cancellazione dal registro di riferimento
- Decadenza dalle agevolazioni fiscali
Nota: prima della costituzione è opportuno valutare non solo il numero iniziale di soci, ma anche la capacità dell’ente di mantenere nel tempo una base associativa adeguata agli obiettivi e agli obblighi di legge.

La costituzione di un’associazione richiede la predisposizione di due documenti fondamentali: atto costitutivo e statuto, che ne definiscono l’identità, le finalità e le regole di funzionamento.
📄 Atto costitutivo
L’atto costitutivo formalizza la nascita dell’associazione e la volontà dei soci fondatori di costituire l’ente.
Deve contenere almeno:
- 🏷️ denominazione dell’associazione
- ✍️ Volontà di costituire l’associazione
Dichiarazione esplicita della volontà dei soci di costituire un’associazione senza scopo di lucro. - 👥 dati dei soci fondatori
Indicazione completa dei dati anagrafici dei soggetti che partecipano alla costituzione (nome, cognome, codice fiscale, residenza). - 📍 sede legale
- 📅 data di costituzione
- 🏛️ Nomina degli organi sociali iniziali
Individuazione dei primi componenti degli organi direttivi (ad esempio Presidente e Consiglio Direttivo).
📘 Statuto
Lo statuto disciplina in modo dettagliato il funzionamento interno dell’associazione e rappresenta il principale riferimento normativo per soci e organi sociali.
Deve prevedere obbligatoriamente:
- 🏷️ Denominazione e sede
- 🚫 scopo non lucrativo
- 🎯 attività istituzionali
- 👤 Requisiti di ammissione dei soci
- 🤝 Diritti e doveri degli associati
- 🗳️ criteri di democraticità della vita associativa
- 🏛️ organi sociali e relative competenze
- 📊 modalità di approvazione del bilancio
- 🚫 divieto di distribuzione di utili, anche in forma indiretta
⚠️ Nota importante
Per gli Enti del Terzo Settore (ETS) e per le Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD), lo statuto deve rispettare requisiti normativi specifici previsti dalla legislazione vigente, pena l’impossibilità di accedere a registri e agevolazioni fiscali.
⚠️ Attenzione
Uno statuto non conforme alla normativa vigente può comportare la perdita delle agevolazioni fiscali e l’insorgere di contestazioni da parte dell’Amministrazione finanziaria.
Per poter operare correttamente nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, le banche e i terzi, l’associazione deve procedere alla richiesta del Codice Fiscale presso l’Agenzia delle Entrate.
📋 Procedura operativa
- 📄 Presentazione del modello AA5/6
Il modello deve essere compilato e presentato presso l’Agenzia delle Entrate oppure tramite intermediario abilitato. - 📎 Allegazione della documentazione
È necessario allegare copia dell’ atto costitutivo e dello statuto, entrambi firmati, contenenti i dati del legale rappresentante. - 🔢 Attribuzione del Codice Fiscale
A seguito della presentazione della richiesta, l’Agenzia delle Entrate rilascia il certificato di attribuzione del Codice Fiscale dell’associazione, che identifica univocamente l’associazione.
⚠️ Nota operativa
Il Codice Fiscale è indispensabile per aprire il conto corrente, per stipulare contratti, per accedere a contributi e per adempiere agli obblighi fiscali e amministrativi dell’associazione.
L’apertura della Partita IVA non è sempre obbligatoria per le associazioni. Essa diventa necessaria solo in presenza di attività commerciale svolta in modo abituale, distinta dall’attività istituzionale.
📌 Attività commerciale abituale
La Partita IVA è richiesta esclusivamente se l’associazione svolge attività di natura commerciale in modo continuativo e organizzato (ad esempio vendita di beni o servizi verso corrispettivo).
⚖️ Valutazione del regime fiscale più adeguato
In caso di apertura della Partita IVA, è fondamentale effettuare una valutazione preventiva del regime fiscale più conveniente, tenendo conto della tipologia di ente, dei volumi di attività e delle agevolazioni eventualmente applicabili.
⚠️ Nota operativa
Una valutazione errata della natura dell’attività può comportare rischi fiscali e sanzioni. È pertanto consigliabile analizzare attentamente il modello operativo prima di avviare attività a rilevanza commerciale.
Dopo la sottoscrizione dei documenti costitutivi, è necessario procedere alla registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto presso l’Agenzia delle Entrate, adempimento fondamentale ai fini fiscali.
📋 Adempimenti operativi
- 📄 Compilazione del modello di registrazione
È necessario compilare il modello 69. - 🏢 Presentazione all’Agenzia delle Entrate
Devono essere presentati:- ✍️ atto costitutivo firmato dai soci, in duplice copia
- 📘 statuto firmato, in duplice copia
- 📎 eventuali allegati
💶 Imposte dovute
- 💰 Imposta di registro
Importo fisso pari a € 200, salvo i casi di esenzione previsti per APS ed ETS che si iscrivono al RUNTS. - 🏷️ Imposta di bollo
Dovuta nella misura di € 16 ogni 4 pagine o 100 righe, qualora l’associazione non benefici dell’esenzione RUNTS.
⏰ Termine ordinario di registrazione
La registrazione deve avvenire entro il termine ordinario di 20 giorni dalla data dell’atto, per evitare sanzioni e interessi.
🎯 A cosa serve la registrazione
- 🔹 Conferisce data certa ai documenti costitutivi
- 🔹 Consente il riconoscimento fiscale dell’associazione
⚠️ Nota operativa
La mancata o tardiva registrazione dell’atto può comportare irregolarità formali e sanzioni amministrative, oltre a impedire l’accesso a benefici fiscali e contributivi.
In base alla tipologia di associazione e alle attività svolte, può essere necessario procedere all’iscrizione a specifici registri o albi, condizione spesso indispensabile per il riconoscimento giuridico e per l’accesso a agevolazioni fiscali e contributive.
- 🌱 Iscrizione al RUNTS (ETS)
Gli Enti del Terzo Settore devono iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), gestito dal Ministero del Lavoro, per acquisire ufficialmente la qualifica di ETS. - 🏆 Iscrizione al Registro CONI (ASD)
Le Associazioni Sportive Dilettantistiche devono risultare iscritte al Registro CONI per il riconoscimento sportivo e per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste. - 🗂️ Altri albi o registri di settore
Alcune attività specifiche possono richiedere l’iscrizione a registri regionali, comunali o di settore (ad esempio ambito culturale, sociale o sanitario).
⚠️ Nota operativa
L’iscrizione ai registri deve avvenire nel rispetto dei requisiti formali e sostanziali previsti dalla normativa. L’assenza di iscrizione, quando obbligatoria, può comportare la perdita di benefici e il mancato riconoscimento dell’ente.
Il Modello EAS è una comunicazione telematica da inviare all’Agenzia delle Entrate, necessaria per poter beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per gli enti associativi.
📋 A cosa serve
- 💰 Consente l’accesso ai regimi fiscali agevolati previsti per le associazioni
- 📑 Comunica all’Amministrazione finanziaria i dati rilevanti dell’ente e la sua struttura associativa
⏱️ Quando deve essere presentato
- 🆕 Alla costituzione dell’associazione
- 🔄 In caso di variazioni rilevanti (ad esempio statuto, organi sociali, attività svolte)
🚫 Esoneri
- 🌱 ETS iscritti al RUNTS
Gli Enti del Terzo Settore regolarmente iscritti al RUNTS sono esonerati dalla presentazione del Modello EAS
⚠️ Nota operativa
La mancata presentazione del Modello EAS, quando obbligatoria, può comportare la perdita delle agevolazioni fiscali previste per l’associazione.
Per una corretta gestione amministrativa e finanziaria, è fondamentale procedere all’apertura di un conto corrente intestato all’associazione. Questo passaggio garantisce trasparenza e correttezza nella gestione dei fondi.
- 🏷️ Conto corrente intestato all’associazione
Il conto deve essere intestato esclusivamente all’associazione (e non ai singoli soci), utilizzando il Codice Fiscale dell’ente. - 🔍 Tracciabilità dei flussi finanziari
L’utilizzo del conto corrente consente la tracciabilità di entrate e uscite, requisito essenziale per il rispetto degli obblighi normativi e fiscali, nonché per l’accesso a contributi e agevolazioni.
⚠️ Nota operativa
Tutti i movimenti finanziari dell’associazione (quote associative, contributi, donazioni, spese) dovrebbero transitare dal conto corrente per evitare contestazioni e garantire una gestione ordinata.

Gli organi associativi sono gli organismi attraverso i quali l’associazione prende decisioni, gestisce le attività e garantisce il rispetto delle regole statutarie.
I principali organi sono l’assemblea dei soci, il consiglio direttivo e, nei casi previsti, il collegio dei revisori.
Assemblea dei soci
L’assemblea dei soci è l’organo sovrano dell’associazione, composto da tutti i soci.
📊 Approvazione del bilancio
Valuta e approva il rendiconto annuale dell’associazione.
🗳️ Nomina degli amministratori
Elegge e revoca i membri del consiglio direttivo.
📜 Modifica dello statuto
Delibera eventuali modifiche alle regole dell’associazione.
📌 Indirizzo generale dell’ente
Definisce le linee guida e gli obiettivi dell’associazione.
Consiglio direttivo
Il consiglio direttivo è l’organo che si occupa della gestione operativa dell’associazione.
⚙️ Gestione delle attività
Organizza e coordina le iniziative e i progetti dell’associazione.
📋 Attuazione delle decisioni
Esegue le delibere dell’assemblea dei soci.
💰 Gestione delle risorse economiche
Amministra entrate e uscite dell’associazione.
🧾 Predisposizione del bilancio
Redige il rendiconto o bilancio da sottoporre all’assemblea.
Collegio dei revisori
Il collegio dei revisori (o revisore unico) è l’organo di controllo, previsto nei casi stabiliti dallo statuto o dalla normativa.
🔍 Controllo della contabilità
Verifica la corretta tenuta delle scritture contabili.
💼 Verifica della gestione economica
Controlla la corretta gestione delle risorse dell’associazione.
📑 Esame del bilancio
Analizza il bilancio prima della sua approvazione.
🖊️ Relazione all’assemblea
Redige una relazione da presentare ai soci.
Le figure associative sono i soggetti che, all’interno del consiglio direttivo, svolgono specifiche funzioni organizzative, amministrative e gestionali.
I ruoli sono generalmente definiti dallo statuto e garantiscono il corretto funzionamento dell’associazione.
Presidente
Il Presidente è il legale rappresentante dell’associazione e ne coordina l’attività.
🖊️ Rappresentanza legale
Rappresenta l’associazione nei confronti di terzi e firma gli atti ufficiali.
📅 Convocazione degli organi
Convoca e presiede assemblea dei soci e consiglio direttivo.
📌 Coordinamento delle attività
Supervisiona l’operato dell’associazione e ne garantisce il corretto funzionamento.
Vicepresidente
Il Vicepresidente affianca il Presidente e lo sostituisce in caso di necessità.
🔄 Sostituzione del Presidente
Assume le funzioni del Presidente in caso di assenza o impedimento.
🤝 Supporto gestionale
Collabora nella gestione delle attività associative.
📊 Continuità operativa
Garantisce la continuità nelle decisioni e nell’organizzazione dell’ente.
Segretario
Il Segretario si occupa degli aspetti organizzativi e documentali dell’associazione.
📝 Redazione dei verbali
Predispone i verbali delle assemblee e del consiglio direttivo.
📚 Gestione della documentazione
Cura l’archivio e la documentazione dell’associazione.
📖 Tenuta dei libri sociali
Si occupa dell’aggiornamento dei registri obbligatori.
Tesoriere
Il Tesoriere è responsabile della gestione economica e finanziaria dell’associazione.
💰 Gestione delle entrate e uscite
Controlla i flussi finanziari dell’associazione.
🧾 Tenuta della contabilità
Gestisce la documentazione contabile.
📊 Predisposizione del bilancio
Collabora alla redazione del rendiconto annuale.
Consiglieri
I consiglieri fanno parte del consiglio direttivo e partecipano alle decisioni dell’associazione.
👥 Partecipazione alle decisioni
Contribuiscono alle scelte strategiche dell’ente.
📌 Supporto alle attività
Collaborano nella realizzazione dei progetti associativi.
📋 Ruolo operativo
Affiancano le altre figure nella gestione dell’associazione.

I libri sociali rappresentano uno strumento essenziale per documentare la vita associativa e garantire trasparenza, correttezza gestionale e tracciabilità delle decisioni.
🧑🤝🧑 a) Libro dei soci
Obbligo: tutte le associazioni che hanno soci.
Contenuto minimo:
- 👤 nominativo di ciascun socio
- 📅 data di ammissione
- 💶 eventuali dati relativi a quota associativa o versamenti
- 🚪 data di recesso o di esclusione
Redazione:
- ✍️ aggiornamento immediato all’ingresso o all’uscita dei soci
Vidimazione:
- ❌ non obbligatoria per associazioni non riconosciute
- ✅ consigliabile per associazioni riconosciute
🗳️ b) Libro delle assemblee dei soci
Obbligo: tutte le associazioni.
Contenuto minimo:
- 📅 data e luogo dell’assemblea
- 📋 ordine del giorno
- 👤 nomina del presidente e del segretario dell’assemblea
- 📝 verbale delle discussioni e delle deliberazioni
Redazione:
- ✍️ entro pochi giorni dalla riunione
Vidimazione:
- 🏢 associazioni riconosciute: numerazione e vidimazione obbligatorie
- 👥 associazioni non riconosciute: vidimazione non obbligatoria, ma consigliata la numerazione progressiva
👥 c) Libro del Consiglio Direttivo
Obbligo: solo se l’associazione prevede un Consiglio Direttivo.
Contenuto minimo:
- 📅 data e luogo della riunione
- 📋 ordine del giorno
- 👤 nomina del presidente e del segretario
- 📝 deliberazioni assunte
Redazione:
- ✍️ entro pochi giorni dalla riunione
Vidimazione:
- 🏢 associazioni riconosciute: numerazione e vidimazione obbligatorie
- 👥 associazioni non riconosciute: vidimazione non obbligatoria, ma consigliata la numerazione progressiva
🏠 d) Libro dei beni patrimoniali (facoltativo ma consigliato)
Obbligo: non sempre obbligatorio, ma fortemente consigliato per le associazioni che possiedono beni mobili o immobili.
Contenuto:
- 📦 descrizione dei beni
- 📅 data di acquisizione e di eventuale alienazione
- 💰 valore di acquisto
Redazione:
- 🔄 aggiornamento periodico, almeno annuale
Vidimazione:
- ❌ non obbligatoria
⚠️ Nota operativa
Una corretta tenuta dei libri sociali è fondamentale in caso di controlli fiscali, verifiche amministrative o contenziosi interni. La mancanza o irregolarità può comportare contestazioni sulla legittimità delle decisioni assunte.
La corretta redazione dei verbali e la regolare tenuta dei libri sociali sono fondamentali per garantire la validità delle decisioni assunte e la trasparenza della gestione associativa.
- 🗓️ Data e firme
Tutti i verbali devono essere datati e firmati da chi presiede la riunione e dal segretario. - 🔄 Aggiornamento continuo
I libri sociali devono riflettere la situazione reale e attuale dell’associazione e non possono essere compilati ex post. - ✒️ Chiarezza e leggibilità
La scrittura deve essere chiara, ordinata e leggibile, evitando cancellature, abrasioni o correzioni non giustificate. - 🔢 Numerazione delle pagine
La numerazione progressiva delle pagine è consigliata anche quando non obbligatoria (in particolare per le associazioni non riconosciute), al fine di garantire maggiore tracciabilità.
⚠️ Nota operativa
Verbali incompleti, non firmati o redatti in modo irregolare possono essere contestati e rendere inefficaci le delibere assunte dagli organi associativi.

Le associazioni non riconosciute che non rientrano nel Terzo Settore adottano una disciplina contabile semplificata, in linea con la loro struttura giuridica. Il bilancio deve essere approvato dall’assemblea dei soci nei termini previsti dallo statuto e conservato agli atti dell’ente.
📊 Tipologia di bilancio
- 💼 Rendiconto economico-finanziario (o rendiconto per cassa)
🔍 Caratteristiche principali
- 📄 assenza di uno schema civilistico obbligatorio
- 👁️ deve garantire chiarezza, trasparenza e veridicità dei dati rappresentati
- 🔄 evidenzia entrate e uscite dell’esercizio
- 📝 generalmente accompagnato da una relazione illustrativa
⚖️ Limiti e semplificazioni
- 🔢 nessun limite quantitativo previsto dalla legge
- 📌 la forma semplificata è ammessa indipendentemente dai volumi economici
⚠️ Nota operativa
Pur in assenza di schemi obbligatori, il rendiconto deve essere coerente con lo statuto e idoneo a dimostrare la corretta gestione dell’ente in caso di controlli o contestazioni.
Le associazioni riconosciute che non rientrano nel Terzo Settore sono soggette a una disciplina contabile ispirata ai principi civilistici, coerente con la personalità giuridica dell’ente. Il bilancio deve essere approvato dall’assemblea dei soci nei termini previsti dallo statuto e conservato agli atti dell’ente.
📊 Tipologia di bilancio
- 📘 Bilancio d’esercizio
🔍 Caratteristiche principali
- ⚖️ redatto secondo il principio di competenza, nel rispetto dei principi civilistici (artt. 20 e 21 del Codice Civile)
- 📑 struttura tipica composta da:
- 📊 Stato patrimoniale
- 📈 Rendiconto gestionale (o conto economico)
- 📝 Relazione di missione o relazione sulla gestione (fortemente consigliata)
⚖️ Limiti e proporzionalità
- 🔢 non sono previsti limiti numerici che consentano semplificazioni automatiche
- 📌 la struttura del bilancio deve essere proporzionata alle dimensioni e alla complessità dell’ente
⚠️ Nota operativa
Un bilancio formalmente corretto ma non proporzionato alle dimensioni dell’ente può risultare inadeguato sotto il profilo informativo. È quindi opportuno adottare una struttura equilibrata, chiara e coerente con l’attività svolta.
Rientrano tra gli Enti del Terzo Settore (ETS) le ODV, le APS e gli altri ETS regolarmente iscritti al RUNTS.
La disciplina del bilancio degli ETS è regolata dal D.M. 5 marzo 2020 e varia in funzione della dimensione economica dell’ente.
Il bilancio deve essere approvato dall’assemblea dei soci nei termini previsti dallo statuto e conservato agli atti dell’ente.
📘 Tipologia di bilancio ordinaria per ETS
- 📊 Bilancio di esercizio redatto secondo gli schemi obbligatori del D.M. 5 marzo 2020
Caratteristiche principali:
- 📑 schemi obbligatori e standardizzati:
- Stato patrimoniale
- Rendiconto gestionale
- Relazione di missione
- 📤 deposito annuale obbligatorio nel RUNTS
- 📐 redazione secondo il principio di competenza economica
🔢 ETS con ricavi ≤ 220.000 euro
Tipologia di bilancio:
- 💼 Rendiconto per cassa (in alternativa al bilancio ordinario)
Caratteristiche:
- 📄 schema semplificato previsto dal D.M. 5 marzo 2020
- 🔄 rileva incassi e pagamenti dell’esercizio
- ❌ relazione di missione non obbligatoria
- 📤 deposito annuale obbligatorio nel RUNTS
Limite:
- 🔢 ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate non superiori a € 220.000 annui
📈 ETS con ricavi > 220.000 euro
Tipologia di bilancio:
- 📘 Bilancio di esercizio completo
Caratteristiche:
- 📊 obbligo di redazione di:
- Stato patrimoniale
- Rendiconto gestionale
- Relazione di missione
- 📐 applicazione piena dei criteri di competenza economica
- 📤 deposito annuale obbligatorio nel RUNTS
Limite:
- 📈 superamento della soglia di € 220.000 di ricavi annui
🏢 ETS di grandi dimensioni
Tipologia di bilancio:
- 📘 Bilancio di esercizio completo (come per ETS > 220.000 euro)
- 🌍 Bilancio sociale
Caratteristiche:
- 📘 documento di rendicontazione sociale e di impatto
- 🌐 pubblicazione obbligatoria sul sito internet dell’ente e nel RUNTS
Limite:
- 💰 ricavi, rendite, proventi o entrate pari o superiori a € 1.000.000 annui
⚠️ Nota operativa
Il mancato rispetto degli schemi obbligatori o degli obblighi di deposito nel RUNTS può comportare sanzioni e la perdita della qualifica di ETS. È fondamentale monitorare annualmente il superamento delle soglie economiche.
Pagina in aggiornamento

Ogni associazione, fin dalla costituzione, deve valutare correttamente l’attribuzione del Codice Fiscale e l’eventuale apertura della Partita IVA, in base alle attività svolte.
🧾 Codice Fiscale (CF)
Quando è obbligatorio:
- ✅ Sempre obbligatorio per tutte le associazioni, riconosciute e non riconosciute
Caratteristiche:
- 🏛️ identifica l’ente nei rapporti con:
- Agenzia delle Entrate
- Banche
- Enti pubblici e privati
Necessario per:
- 🏦 apertura del conto corrente
- 💰 richiesta di contributi e sovvenzioni
- 👥 gestione dei rapporti con associati e tesserati
💼 Partita IVA (P.IVA)
Quando è obbligatoria:
- ⚠️ Solo se l’associazione svolge attività commerciale in modo abituale
Esempi di attività rilevanti:
- 🛍️ vendita di beni o servizi a terzi
- 📣 sponsorizzazioni
- 📢 pubblicità
- 🍽️ somministrazione di alimenti e bevande
ℹ️ Nota operativa
Un’associazione può operare con il solo Codice Fiscale se svolge esclusivamente attività istituzionale. L’avvio di attività commerciali abituali senza Partita IVA espone l’ente a rischi fiscali e sanzioni.
Le dichiarazioni fiscali rappresentano uno degli adempimenti fondamentali nella gestione di un’associazione. Gli obblighi variano in base alla presenza di redditi imponibili, attività commerciale e rapporti di lavoro.
🧾 Modello Redditi ENC
Quando è obbligatorio:
- ⚠️ in presenza di:
- redditi imponibili
- attività commerciale, anche occasionale
Caratteristiche:
- 📘 è la dichiarazione dei redditi dell’ente
- 📊 deve includere:
- redditi istituzionali imponibili
- redditi derivanti da attività commerciali
📑 Dichiarazione IVA
Quando è obbligatoria:
- 💼 se l’associazione è titolare di Partita IVA tranne i seguenti casi di esonero:
- ODV/APS con ricavi < 85.000 euro che applicano il regime forfettario
- ETS che effettuano esclusivamente operazioni esenti (art.10 DPR 633/1972)
- ASD che applicano il regime 398/1991
Caratteristiche:
- 📆 dichiarazione annuale
- 🧮 obbligatoria anche in assenza di operazioni (c.d. dichiarazione a zero)
🏛️ Modello IRAP
Quando è obbligatorio:
- 👥 se l’associazione:
- ha lavoratori dipendenti
- ha collaboratori coordinati e continuativi
⚠️ Nota operativa
L’omessa o errata presentazione delle dichiarazioni fiscali può comportare sanzioni rilevanti. È fondamentale verificare annualmente quali modelli risultano obbligatori in base alla situazione concreta dell’ente.
Le associazioni sono tenute a effettuare i versamenti fiscali previsti dalla normativa in relazione alle imposte dovute, alle operazioni IVA e ai compensi corrisposti a terzi.
🏛️ Imposte dirette
- 💼 IRES sui redditi imponibili derivanti da attività commerciali o da altre fonti tassabili
- 📊 IRAP, se dovuta, in presenza di lavoratori dipendenti o collaboratori
🧾 IVA
Liquidazioni periodiche:
- 📆 mensili o trimestrali, in base al regime adottato
Versamenti annuali:
- 💰 saldo IVA annuale, se dovuto
👥 Ritenute fiscali
Le associazioni sono tenute a operare e versare le ritenute su:
- 🧑💼 compensi a professionisti
- 👤 compensi a collaboratori
💳 Il versamento delle ritenute avviene tramite modello F24, nei termini previsti dalla legge.
⚠️ Nota operativa
Il mancato o tardivo versamento delle imposte e delle ritenute comporta sanzioni e interessi. È fondamentale pianificare correttamente le scadenze e verificare il regime fiscale applicabile all’ente.
Oltre alle dichiarazioni e ai versamenti fiscali, le associazioni sono tenute a effettuare specifiche comunicazioni obbligatorie all’Agenzia delle Entrate, in funzione delle attività svolte e dei compensi erogati.
📤 Modello EAS
Quando è obbligatorio:
- ⚠️ per le associazioni che usufruiscono delle agevolazioni fiscali sui corrispettivi specifici
Termine di presentazione:
- ⏱️ entro 60 giorni dalla costituzione
- ⏱️ entro 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata una variazione dei dati precedentemente comunicati
📄 Certificazione Unica (CU)
Quando è obbligatoria:
- 👥 in presenza di:
- compensi a professionisti
- compensi a collaboratori
Termine di invio:
- 📅 invio annuale all’Agenzia delle Entrate entro il mese di marzo
📑 Modello 770
Quando è obbligatorio:
- 🏛️ se l’associazione ha operato ritenute d’imposta su compensi o redditi corrisposti
Termine di invio:
- 📅 invio annuale all’Agenzia delle Entrate entro il mese di ottobre
⚠️ Nota operativa
L’omessa o tardiva presentazione delle comunicazioni obbligatorie può comportare sanzioni amministrative. È fondamentale verificare annualmente quali adempimenti risultano dovuti in base all’attività effettivamente svolta dall’associazione.

Il primo passo fondamentale nella gestione fiscale di un’associazione è capire come l’ente è qualificato agli occhi del Fisco. La distinzione tra ETS e associazioni non iscritte al RUNTS incide in modo rilevante su obblighi, agevolazioni e limiti operativi.
🌱 Enti del Terzo Settore (ETS)
Un’associazione assume la qualifica di Ente del Terzo Settore (ETS) quando è iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).
Caratteristiche principali:
- 🎯 può effettuare raccolte fondi pubbliche, sia in forma abituale sia occasionale
- 💝 i donatori possono beneficiare di detrazioni o deduzioni fiscali particolarmente favorevoli
- 📊 obbligo di utilizzo dei modelli di rendicontazione ministeriali previsti dal Codice del Terzo Settore
- 📤 obbligo di deposito degli atti e dei bilanci nel RUNTS
⚠️ Attenzione
Le maggiori agevolazioni fiscali sono compensate da obblighi di trasparenza, rendicontazione e controllo significativamente più stringenti.
🎭 Associazioni non iscritte al RUNTS (“associazioni semplici”)
Rientrano in questa categoria le associazioni culturali, le associazioni sportive non ETS e, più in generale, gli enti associativi non iscritti al RUNTS.
Limiti e caratteristiche:
- 🎪 possono organizzare raccolte fondi pubbliche in numero massimo di due eventi all’anno
- 💰 limite complessivo annuo di € 66.658,73 per mantenere l’esenzione fiscale sui proventi
- 📉 regime più semplice dal punto di vista formale, ma con minori agevolazioni fiscali per l’ente e per i donatori
⚠️ Attenzione
Il superamento dei limiti quantitativi o numerici delle raccolte fondi può comportare la riqualificazione dei proventi come commerciali, con conseguenti obblighi IVA e imposte dirette.
Non tutti sanno che i giochi di sorte rientrano, in linea generale, nel monopolio dello Stato. Le associazioni possono organizzarli solo in deroga, esclusivamente per finalità benefiche e nel rispetto di uno specifico iter burocratico.
📌 Obblighi comuni per tutte le manifestazioni
- 🏛️ Comunicazione ai Monopoli (ADM)
Deve essere inviata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e al Prefetto almeno 30 giorni prima dell’evento. - 🏙️ Comunicazione al Sindaco
Va presentata almeno 30 giorni prima al Comune in cui si svolgerà l’estrazione. - 📍 Ambito territoriale
La vendita dei biglietti è consentita solo nel territorio della provincia in cui ha sede l’associazione.
🎯 Differenze tra le principali tipologie
🎫 Lotteria
- 🔢 premi collegati a una serie di numeri
- 📆 la vendita dei biglietti può durare anche diversi mesi
- 🎉 estrazione unica
- 💰 limite economico:
il valore complessivo dei biglietti non deve superare € 51.645,69 - 🏆 premi:
nessun limite specifico al valore del singolo premio, purché rientri nel limite complessivo
🎱 Tombola
- 🕒 si svolge in un’unica serata
- 🔢 premi legati alle combinazioni classiche (ambo, terna, quaterna, cinquina, tombola)
- 💰 valore massimo complessivo dei premi:
€ 12.911,42
🎁 Pesca o Banco di Beneficenza
- 🎟️ non vi è estrazione di numeri
- 🎁 il partecipante pesca direttamente un biglietto o tagliando corrispondente a un premio
- 💰 ricavato massimo complessivo:
€ 51.645,69
⚠️ Nota operativa
Il mancato rispetto degli adempimenti formali, dei limiti economici o territoriali può comportare sanzioni amministrative e la qualificazione dell’evento come gioco illecito. È fondamentale pianificare con attenzione ogni manifestazione di sorte locale.
Quando un’associazione organizza un torneo o concorso in cui prevale l’abilità fisica o mentale dei partecipanti, e non il puro caso, non si applica la normativa sui giochi di sorte. Tuttavia, restano fermi specifici vincoli fiscali e organizzativi.
🎟️ Quota di iscrizione
- 💶 la quota di partecipazione deve essere commisurata ai costi dell’evento (organizzazione, affitto spazi, materiali, premi)
- ⚠️ non deve costituire una forma di lucro o raccolta fondi mascherata
🎁 Premi ammessi
- 🚫 i premi in denaro non sono mai ammessi
- ✅ sono consentiti premi in natura, quali:
- 🏆 coppe e trofei
- 📜 targhe o medaglie
- 🧺 cesti alimentari
- 🎟️ buoni acquisto
Premi di valore commerciale significativo:
- 💰 se il premio ha un valore economico rilevante, l’associazione è tenuta a versare una ritenuta del 20% sul valore del premio
- 💳 il versamento avviene tramite modello F24 a favore dell’Erario
⚽ Tornei organizzati da ASD / SSD
- 🏟️ se l’ente è una Associazione o Società Sportiva Dilettantistica, il torneo deve:
- essere autorizzato dall’ente di riferimento, oppure
- rientrare nel calendario ufficiale della Federazione Sportiva o dell’Ente di Promozione Sportiva cui l’associazione è affiliata
⚠️ Nota operativa
La corretta distinzione tra eventi basati sull’abilità e manifestazioni di pura fortuna è fondamentale. Un’errata qualificazione dell’evento può comportare contestazioni fiscali o l’applicazione della normativa sui giochi vietati.
I concorsi a premio rappresentano una delle aree più complesse e rischiose per le associazioni. In Italia sono disciplinati dal D.P.R. 430/2001, che prevede obblighi molto stringenti.
Prima di organizzare un contest con premi, è fondamentale distinguere tra premi di valore modico e premi di valore economico rilevante.
🏆 Concorsi basati sul merito o sull’abilità
Se il concorso prevede una giuria che valuta il merito o l’abilità (ad esempio: la foto più bella, il miglior elaborato, la miglior performance), non si applica la normativa sui concorsi a premio solo a determinate condizioni.
Condizione essenziale:
- 🎁 il premio deve avere un valore modico
Esempi di premi ammessi:
- 🏆 targhe, coppe, attestati
- 🎖️ piccoli oggetti simbolici
- 📘 gadget di modesto valore
In questi casi, l’iniziativa può essere qualificata come attività culturale o promozionale e non come concorso a premio in senso tecnico.
🚨 Premi di valore economico rilevante
Se il premio ha un valore significativo (ad esempio un viaggio, uno smartphone, un computer o beni analoghi), l’attività rientra pienamente nella disciplina dei concorsi a premio.
Obblighi principali:
- 🏛️ Comunicazione preventiva al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy)
- 💰 Versamento di una cauzione pari al valore complessivo dei premi
- 📜 Redazione di un regolamento con atto notarile
- 📅 rispetto di tempistiche e adempimenti formali molto rigidi
⚠️ Avvertenza operativa
La procedura prevista dal D.P.R. 430/2001 è complessa, costosa e sproporzionata rispetto alle esigenze delle piccole associazioni. In questi casi, l’organizzazione di concorsi a premio con premi di valore elevato è fortemente sconsigliata.
🚨 Rischio fiscale e amministrativo
L’organizzazione di un concorso a premio senza il rispetto della normativa può comportare sanzioni molto elevate e l’invalidazione dell’iniziativa. È sempre consigliabile una valutazione preventiva con un professionista.
Indipendentemente dalla natura giuridica dell’ente (ETS o associazione non iscritta al RUNTS), ogni raccolta fondi pubblica occasionale deve essere adeguatamente documentata.
La normativa impone la redazione di un rendiconto specifico, quale strumento essenziale di trasparenza e tracciabilità nei confronti dei soci, dei donatori e degli enti di controllo.
⏱️ Tempistica
- 📅 il rendiconto deve essere redatto entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio in cui si è svolta la raccolta fondi
📋 Contenuto minimo obbligatorio
- 💰 Entrate
Indicazione analitica delle somme incassate, quali:- donazioni
- vendita di biglietti
- quote di iscrizione agli eventi
- 💸 Uscite
Elenco delle spese sostenute, ad esempio:- materiali e forniture
- affitto locali o spazi
- diritti SIAE
- premi e riconoscimenti
- 📝 Relazione illustrativa
Breve relazione descrittiva che spieghi come sono stati impiegati i fondi raccolti e in che modo l’iniziativa ha perseguito le finalità istituzionali dell’ente
✔️ Approvazione e conservazione
- 👥 il rendiconto deve essere approvato dall’organo direttivo
- 🗂️ deve essere conservato per almeno 10 anni agli atti dell’associazione
⚠️ Nota per gli ETS
Per gli Enti del Terzo Settore, il mancato deposito del rendiconto, oppure l’utilizzo di modelli non conformi a quelli ministeriali, può compromettere la permanenza nel RUNTS e comportare gravi conseguenze amministrative.
ℹ️ Buona prassi
Anche quando non espressamente richiesto, la redazione di un rendiconto chiaro e dettagliato rafforza la credibilità dell’associazione e la fiducia di soci, donatori e istituzioni.
Oltre agli adempimenti fiscali e contabili, l’organizzazione di eventi e iniziative associative richiede attenzione anche a una serie di obblighi amministrativi e autorizzativi, spesso determinanti per la legittimità dell’evento.
📋 Permessi e adempimenti amministrativi
- 🏙️ Occupazione di Suolo Pubblico
Se l’evento si svolge su strade, piazze o aree pubbliche, è necessario richiedere il permesso al Comune con congruo anticipo.
👉 Può essere dovuto il Canone Unico Patrimoniale, salvo casi di esenzione per ETS o iniziative benefiche. - 🎵 SIAE – Diritti d’autore
In presenza di musica dal vivo o registrata (concerti, DJ set, sottofondo musicale), è obbligatorio il pagamento dei diritti SIAE.
👉 ONLUS ed ETS beneficiano spesso di tariffe agevolate. - 🍔 Autorizzazioni sanitarie (SCIA)
Se l’associazione somministra cibo o bevande, è necessaria la SCIA sanitaria (in genere in forma semplificata per eventi temporanei), oltre al rispetto delle norme igienico-sanitarie. - 🚓 Sicurezza – Safety & Security
In caso di eventi con elevata affluenza, è richiesto:- un piano di sicurezza redatto e firmato da un tecnico abilitato
- la comunicazione preventiva alla Questura
📣 Buone pratiche di comunicazione
La correttezza dell’azione associativa non si esaurisce negli adempimenti burocratici, ma riguarda anche trasparenza ed etica nei confronti di soci, donatori e partecipanti.
- 🎯 Chiarezza dell’obiettivo
È fondamentale indicare in modo chiaro e specifico la destinazione dei fondi raccolti.
✅ Esempio corretto: “Acquisto di un’ambulanza”
❌ Esempio generico: “Per l’associazione” - 🔐 Privacy e GDPR
Se durante l’evento vengono raccolti nomi, email o altri dati personali per futuri contatti, è obbligatorio fornire e far sottoscrivere l’informativa sul trattamento dei dati personali, in conformità al Regolamento UE 679/2016 (GDPR).
⚠️ Nota operativa
La mancanza di anche uno solo dei permessi accessori può comportare sanzioni amministrative, la sospensione dell’evento o responsabilità personali in capo al Presidente. Una check-list preventiva è sempre consigliata.
Una gestione corretta delle donazioni e delle ricevute è fondamentale non solo ai fini fiscali, ma anche per garantire trasparenza e fiducia nei confronti dei donatori.
💝 Erogazioni liberali
Affinché il donatore possa beneficiare delle detrazioni o deduzioni fiscali, il pagamento della donazione deve avvenire con strumenti tracciabili.
Strumenti ammessi:
- 🏦 bonifico bancario o postale
- 💳 carta di credito o bancomat
- ✍️ assegno bancario o circolare
⚠️ Le donazioni effettuate in contanti non consentono al donatore di usufruire dei benefici fiscali.
🧾 Rilascio delle ricevute
Anche in caso di incasso in contanti, è buona prassi rilasciare una ricevuta non fiscale.
La ricevuta dovrebbe contenere:
- 🏷️ denominazione dell’associazione
- 🆔 codice fiscale dell’ente
- 💶 importo versato
- 📝 causale chiara, ad esempio:
“Erogazione liberale per progetto X”
ℹ️ La ricevuta non sostituisce il mezzo di pagamento tracciabile ai fini delle agevolazioni fiscali, ma costituisce un importante documento di trasparenza.
🚫 Esenzione IVA sulle raccolte fondi
Le raccolte fondi occasionali organizzate dalle associazioni sono esenti da IVA, a condizione che:
- 🎯 l’attività sia occasionale e non abituale
- 📉 non vengano superati i limiti previsti dalla legge per le attività commerciali connesse
⚠️ Nota operativa
Il superamento dei limiti di occasionalità o la gestione impropria delle donazioni può comportare la riqualificazione dell’attività come commerciale, con conseguente applicazione di IVA, imposte dirette e sanzioni.

Possono beneficiare del riparto del contributo (ad esempio il 5×1000) diverse categorie di soggetti, individuate dalla normativa vigente, accomunate dal perseguimento di finalità di interesse generale.
- 🌱 Enti del Terzo Settore (ETS)
Comprendono:- Organizzazioni di Volontariato (ODV)
- Associazioni di Promozione Sociale (APS)
- Imprese sociali, incluse le cooperative sociali
- ⚽ Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD)
Ammesse al beneficio se svolgono attività di rilevante interesse sociale riconosciuta dalla normativa - 🔬 Enti della ricerca
In particolare:- enti di ricerca scientifica
- enti di ricerca sanitaria
- università e istituti universitari
- 🏛️ Enti operanti nella tutela dei beni culturali e paesaggistici
Attivi nella conservazione, valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e ambientale
ℹ️ Nota operativa
L’accesso effettivo al beneficio è subordinato all’iscrizione negli elenchi ufficiali tenuti dalle amministrazioni competenti e al rispetto degli obblighi di rendicontazione e trasparenza.
L’accreditamento al beneficio (ad esempio il 5×1000) segue procedure diverse a seconda della natura giuridica dell’ente e della sua situazione pregressa.
1️⃣ Iscrizione permanente
Gli enti che risultano già accreditati negli anni precedenti e inclusi nell’elenco permanente non devono ripresentare la domanda ogni anno.
Attenzione:
- 🔄 è necessario ripresentare la domanda solo in caso di variazioni (ad esempio requisiti, natura dell’ente, perdita della qualifica, cancellazione dal registro)
2️⃣ Nuovi accreditamenti
Gli enti di nuova costituzione o quelli che non hanno mai partecipato al riparto devono manifestare la propria volontà di accreditamento.
Canali di accesso:
- 🌱 ETS: tramite il RUNTS, secondo le modalità e le scadenze annuali previste
- ⚽ ASD: tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate
📅 L’accreditamento deve essere effettuato entro i termini stabiliti ogni anno dalla normativa e dai provvedimenti attuativi.
3️⃣ Comunicazione dell’IBAN
La comunicazione dell’IBAN è un passaggio fondamentale per consentire l’erogazione delle somme spettanti.
- 🏦 l’IBAN deve essere intestato all’ente
- 📝 deve essere comunicato al Ministero o all’Agenzia competente, secondo la categoria di appartenenza
- ❌ in assenza di IBAN valido, l’erogazione non può essere perfezionata
⚠️ Nota operativa
Molti enti risultano formalmente accreditati ma non ricevono le somme spettanti a causa di errori o mancate comunicazioni dell’IBAN. È buona prassi verificare periodicamente la correttezza dei dati anagrafici e bancari.
Sebbene le finestre temporali per l’accesso al beneficio (ad esempio il 5×1000) siano sostanzialmente cicliche ogni anno, è fondamentale rispettare con precisione termini e adempimenti, per evitare esclusioni o ritardi nell’erogazione.
⏰ Termine ordinario di accreditamento
- 📆 il termine ordinario per l’accreditamento cade solitamente nel mese di aprile di ogni anno
- 📝 entro tale data devono essere completate le procedure di iscrizione o conferma secondo la tipologia di ente
⏳ Accreditamento tardivo (remissione in bonis)
- 🕓 è ammessa la possibilità di accreditamento tardivo entro il 30 settembre
- 💳 è richiesto il versamento di una sanzione tramite modello F24 (procedura di remissione in bonis)
- ⚠️ la remissione in bonis consente l’accesso al beneficio, ma non sana altre irregolarità sostanziali
📊 Obblighi di rendicontazione e pubblicazione
Per gli enti che superano determinate soglie di contributo ricevuto, sono previsti specifici obblighi di trasparenza e rendicontazione.
- 📘 obbligo di redazione del rendiconto delle somme percepite
- 🌐 obbligo di pubblicazione sul sito web dell’ente degli importi ricevuti e del loro utilizzo
- ⏱️ rispetto delle tempistiche previste dalla normativa
⚠️ Nota operativa
Il mancato rispetto delle scadenze o degli obblighi di rendicontazione può comportare l’esclusione dal beneficio o la richiesta di restituzione delle somme percepite. È consigliabile pianificare annualmente le attività con un calendario degli adempimenti.
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