📢 Terzo Settore 2026: cosa cambia davvero per gli ETS (e cosa fare subito)
La Circolare n. 1/E del 19 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito i primi chiarimenti organici sul nuovo regime fiscale degli Enti del Terzo Settore (ETS), coordinando il Codice del Terzo Settore (CTS) con il TUIR .
Di seguito una guida chiara e operativa per comprendere chi è interessato, quali scadenze rispettare e quali rischi evitare.
🗓️ 1. Quando entrano in vigore le nuove regole fiscali?
Le disposizioni fiscali del Titolo X del CTS (artt. 79-89) si applicano:
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✔️ dal 1° gennaio 2026 per enti con esercizio “solare”
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✔️ dal primo periodo d’imposta che inizia nel 2026 per enti con esercizio “a cavallo”
📌 Esempio pratico
Un ETS con esercizio 1/7/2025 – 30/6/2026 applicherà le nuove regole solo dal 1° luglio 2026.
🏛️ 2. Chi sono i soggetti obbligati?
Sono interessati:
- Enti iscritti al RUNTS
- Organizzazioni di Volontariato (OdV)
- Associazioni di Promozione Sociale (APS)
- Enti filantropici
- Fondazioni ex IPAB
- Imprese sociali
⚠️ Attenzione: l’iscrizione al RUNTS ha natura costitutiva. Senza iscrizione non si applicano i benefici fiscali.
❌ Chi è esonerato o mantiene disciplina diversa?
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Le imprese sociali mantengono natura fiscale commerciale, ma godono della non imponibilità degli utili se destinati a riserve indivisibili.
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Le ONLUS cessano definitivamente al 31/12/2025.
🔄 3. Transizione ONLUS: scadenza cruciale 31 marzo 2026
Gli enti iscritti all’Anagrafe ONLUS devono:
📌 Presentare domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo 2026
📎 Allegare:
- Statuto aggiornato
- Atto costitutivo
- Ultimi 2 bilanci approvati
In caso di accoglimento:
- qualifica ETS senza interruzioni
- decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2026 (per soggetti solari)
❗ In caso di mancata iscrizione: obbligo di devoluzione del patrimonio.
📊 4. Attività: quando sono “non commerciali”?
Il CTS distingue tre categorie:
1️⃣ Attività di interesse generale
2️⃣ Attività diverse (secondarie e strumentali)
3️⃣ Raccolta fondi
Le attività di interesse generale sono non commerciali se:
- svolte gratuitamente
- oppure con corrispettivi ≤ costi effettivi
I costi effettivi includono:
- costi diretti e indiretti
- oneri finanziari e tributari
❌ esclusi i costi figurativi
🎯 È previsto un margine di tolleranza del 6% per massimo 3 anni consecutivi.
Superato il limite o al 4° anno → attività diventa commerciale.
🎁 Raccolta fondi: attenzione alla continuità
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Raccolte fondi occasionali → non imponibili
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Raccolte continuative con cessione di beni/servizi → possono diventare commerciali.
⚖️ 5. Quando un ETS diventa “commerciale”?
Un ETS assume qualifica di ente commerciale se:
i proventi delle attività svolte con modalità commerciali + attività diverse
superano le entrate non commerciali nello stesso periodo d’imposta.
Tra le entrate non commerciali rientrano:
- contributi
- liberalità
- quote associative
- raccolte fondi occasionali
- contributi pubblici per attività di interesse generale
📌 Le sponsorizzazioni sono imponibili ma escluse dal test di prevalenza.
Il cambio di qualifica opera dall’inizio del periodo d’imposta.
💰 6. Regimi fiscali agevolati
🔹 Regime forfetario generale (Art. 80 CTS)
Per ETS non commerciali
Coefficiente di redditività: 5% – 17% sui ricavi commerciali.
🔹 Regime OdV e APS (Art. 86 CTS)
Applicabile se ricavi ≤ € 85.000
- OdV → coefficiente 1%
- APS → coefficiente 3%
Con esoneri anche IVA.
🏠 Esenzione IRES immobili
Per OdV, APS ed enti filantropici su immobili destinati esclusivamente ad attività non commerciali.
🏛️ 7. Contributi pubblici
I contributi pubblici per attività di interesse generale:
✔️ non imponibili ai fini IRES
✔️ anche se corrispettivi
✔️ solo se l’ente è ETS non commerciale.
🎯 Cosa deve fare concretamente un ETS nel 2026?
1️⃣ Verificare iscrizione RUNTS
2️⃣ Analizzare struttura dei ricavi (commerciali vs non commerciali)
3️⃣ Monitorare il margine 6% sui costi
4️⃣ Valutare regime forfetario applicabile
5️⃣ Adeguare statuto e governance
🚨 Conseguenze in caso di errori
- Perdita qualifica ETS
- Tassazione ordinaria IRES
- Perdita agevolazioni
- Obbligo devoluzione patrimonio (ex ONLUS)
- Recuperi fiscali e sanzioni