🧾 Nuova fiscalità ETS dal 2026: attenzione per Pro Loco e associazioni similari
🎯 Introduzione
Dal 1° gennaio 2026 entrerà pienamente in vigore una delle riforme fiscali più rilevanti per il Terzo Settore.
Per Pro Loco, associazioni culturali e ricreative, non si tratta di un semplice aggiornamento normativo, ma di un cambio strutturale che può incidere profondamente su:
- qualificazione fiscale dell’ente
- tassazione dei proventi
- adempimenti contabili e amministrativi
- permanenza nel RUNTS
👉 Molte entrate storicamente considerate “istituzionali” saranno ora valutate con criteri più rigorosi.
Per questo motivo, analizzare oggi i bilanci degli ultimi anni e simulare gli effetti della riforma è diventato un passaggio imprescindibile.
1️⃣ La nuova definizione di “ente commerciale”: il principio di prevalenza
🔄 Cosa cambia dal 2026
Il fulcro della riforma è l’abbandono del sistema basato su presunzioni legali a favore di un criterio analitico di prevalenza.
📌 Confronto sintetico
| Fino al 31/12/2025 | Dal 01/01/2026 |
|---|---|
| Qualificazione basata sugli artt. 73 e 149 TUIR | Qualificazione basata sull’art. 79 CTS |
| Presunzioni di non commercialità | Calcolo analitico dei proventi |
| Centralità della natura dell’ente | Centralità delle entrate effettive |
🔍 Il concetto chiave: prevalenza
Un ETS è considerato commerciale se i proventi da attività svolte con modalità commerciali superano quelli derivanti da:
- quote associative
- contributi e liberalità
- attività istituzionali non corrispettive
⚠️ Effetto domino: se prevale la componente commerciale, tutta l’attività dell’ente confluisce nel reddito d’impresa.
🚫 Stop al regime 398/1991
Dal 2026 non sarà più applicabile il regime forfettario ex L. 398/1991, rendendo necessaria una revisione completa della pianificazione fiscale.
2️⃣ Attività “a rischio”: quando le entrate diventano commerciali
La vera difficoltà operativa consiste nel classificare correttamente ogni entrata.
Anche attività considerate “storicamente istituzionali” possono diventare fiscalmente commerciali.
🔴 Principali attività considerate commerciali (artt. 79 e 85 CTS)
-
Somministrazione di alimenti e bevande 🍽️
-
- Sagre e feste con prezzo fisso → attività commerciale
- Offerta libera → possibile esclusione (caso per caso)
-
Vendita di prodotti e gadget 🛍️
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- Prodotti tipici, merchandising, materiali promozionali
- Già considerate commerciali anche in base all’art. 148 TUIR
-
Sponsorizzazioni 🤝
-
Sempre commerciali
-
Escluse dal calcolo della prevalenza fiscale
⚠️ Ma rilevanti per altri limiti (vedi punto 4)
-
-
Attività di interesse generale svolte “con margine”
-
- Corsi, eventi, iniziative culturali
- Se la quota supera i costi e genera utile → attività commerciale
🧩 Caso pratico
- Corso culturale con quota di €150
- Costo effettivo €80
👉 Margine significativo → rischio di commercialità
3️⃣ Le conseguenze concrete della riclassificazione
Diventare ETS commerciale non è solo una definizione formale.
📉 Impatti principali
-
Attrazione di tutte le entrate nel reddito d’impresa
-
Anche quote associative e liberalità diventano imponibili
-
-
Aumento del carico fiscale 💸
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Applicazione delle regole ordinarie IRES/IRAP
-
-
Nuovi adempimenti obbligatori 📑
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Contabilità IVA separata
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Registratore telematico
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Bilanci più complessi
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-
Incremento dei costi amministrativi
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Più tempo
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Più consulenza
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Più strutturazione interna
-
📌 Nota:
APS e ODV con ricavi commerciali ≤ 85.000 € possono accedere al regime forfettario ex art. 86 CTS, che attenua parzialmente gli effetti.
4️⃣ La criticità nascosta: rischio di perdita della qualifica ETS
⚠️ Il pericolo più sottovalutato riguarda il RUNTS.
🔀 Il disallineamento normativo
-
Art. 79 CTS → qualifica fiscale
-
DM 19/05/2021 n. 107 → limiti alle attività diverse
🧨 Il paradosso
Un ente può:
- essere non commerciale fiscalmente
- ma perdere la qualifica ETS
👉 Accade quando:
- le sponsorizzazioni (attività diverse)
- superano i limiti di secondarietà e strumentalità
❌ Risultato: cancellazione dal RUNTS
✔️ Conseguenze: perdita di tutti i benefici civilistici e fiscali
✅ Conclusioni
Agire oggi per non subire domani
La riforma fiscale 2026 impone a Pro Loco e associazioni una riflessione immediata e strutturata:
- analisi dei bilanci storici
- riclassificazione delle entrate
- simulazioni di prevalenza
- valutazione dei rischi RUNTS
⏳ Non è una riforma “lontana”: il tempo utile per intervenire è adesso.
Il nostro studio supporta gli enti del Terzo Settore con:
- analisi di simulazione
- verifica della sostenibilità fiscale
- pianificazione correttiva
🎯 Governare il cambiamento è possibile, ma solo con una visione integrata fiscale e civilistica.
🔎 Approfondisci – Terzo Settore
La Riforma del Terzo Settore e il nuovo regime fiscale in vigore dal 2026
richiedono una visione d’insieme che integri aspetti fiscali, civilistici e gestionali.
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👉 Gli articoli sono redatti con un approccio pratico, operativo e preventivo,
per aiutare amministratori e volontari a non perdere la qualifica ETS,
ridurre i rischi fiscali e prepararsi correttamente alle scadenze del 2026.